Mortadella cinese.

Prodi: "Togliere l'embargo di armi alla Cina".
Critiche dal centrodestra.
Il Governo italiano è favorevole alla rimozione dell'embargo sulle armi che fu imposto alla Cina dopo la strage che il regime di Pechino perpetrò nel 1989 in piazza Tienanmen.
Lo ha dichiarato oggi il premier Romano Prodi durante la sua visita nel paese asiatico.
"Dovremmo risolvere tale questione il più velocemente possibile - ha affermato il Professore - perché non si può aspettare".
Parole, quelle del presidente del Consiglio, che sono state criticate da numerosi esponenti del centrodestra.
Particolarmente arrabbiato l'ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli, secondo il quale "non c'è una sola ragione valida perché questo embargo debba essere revocato, come se non bastassero gli Hezbollah, i terroristi islamici, al Qaeda e i deliri di Ahmadinejad, a mettere a rischio la pace nel mondo, Prodi pensa bene che sia il caso di armare, magari con armi di tecnologia sofisticata, un paese come la Cina dove i diritti umani, esistenti in tutti gli Stati occidentali, vengono completamente ignorati e regolarmente calpestati - ha tuonato la camicia verde - prima di poter discutere della revoca dell'embargo, i cinesi devono dimostrare la reale accettazione e applicazione dei diritti umani, universalmente riconosciuti nel mondo occidentale, ma evidentemente del tutto mancanti a casa loro".
Tempo fa la richiesta di revocare l'embargo sulle armi alla Cina era stata avanzata da diverse altre nazioni europee. Gli Stati Uniti d'America si sono invece sempre detti fortemente contrari. http://www.centomovimenti.com
Evidentemente le commesse cinesi fanno molta gola e permettono di passare sopra tutte le altre cose, non molto diverso dal "leccaculismo" Berlusconiano nei confronti degli U.S.A. [ndr]
Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 21.
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