Ex forzisti alla riscossa.

"Non votero' mai una legge sul conflitto di interessi che vada contro Berlusconi".
Le ragioni della sua presa di posizione il senatore dell'Idv, Sergio De Gregorio, le ha illustrate a Radio
Radicale, non risparmiando una stoccata al leader del suo partito, Antonio Di Pietro.
''In una condizione come quella attuale -dice De Gregorio- in cui e' necessario chiedere la solidarieta' del centro destra su questioni che appartengono alla politica internazionale o sul risanamento economico del Paese, qualcuno pensa che i rapporti con l'altra parte politica si curino o si sviluppino meglio pensando a leggi punitive che in particolare puntano delegittimare il presidente della coalizione avversaria? Mi sembra una follia soltanto immaginare uno scenario del genere''.
Molto bene... bella scelta.
Riporto il post del Blog di A. Di Pietro in mertito:
"Il Parlamento deve affrontare il tema del conflitto di interessi al più presto. L’ordinamento italiano va adeguato alle altre democrazie occidentali con l’adozione di un modello che prevenga conflitti di interesse tra incarichi istituzionali e l’esercizio diretto di attività patrimoniali.
Il sistema radiotelevisivo va liberalizzato, oggi esiste un’oligarchia, con un ente pubblico assoggettato ai partiti e uno privato, che impedisce lo sviluppo di un libero mercato. Vanno create quindi le condizioni per la presenza di più soggetti privati e valutata la cessione di una o due reti pubbliche.
Alcuni concessionari di servizi pubblici nel settore delle frequenze radiotelevisive hanno alterato e alterano le regole della democrazia elettorale con l’utilizzo capzioso, abnorme e predominante degli strumenti di comunicazione, in particolare nei periodi di campagna elettorale.
Per ovviare a quest’anomalia non ci sono blind trust o altre alchimie legislative che tengano, perchè come dice Travaglio, “il fondo sarà cieco ma il proprietario è chiaramente visibile”. La soluzione, pertanto, può essere solo l’ineleggibilità di candidati con titolarità di concessioni radiotelevisive.
L’Italia dei Valori parteciperà al processo legislativo sia supportandolo, sia con proprie proposte integrative.
Si dirà: “Ma così si esclude Berlusconi”. Ma se si persevera con un sistema senza regole lo si favorisce ingiustamente. Berlusconi deve capire che, in democrazia, o fa il concessionario di servizi pubblici o fa il politico."









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