Il povero incompreso

Ecco le parole dell'ex primo dirigente Juventus che ieri sera, con voce quasi interrotta dal pianto ha annunciato il suo addio al mondo del calcio:
"Vi chiederei una cortesia, di non rivolgermi domande anche perchè non ho più la voglia, la forza. Non ho più l'anima, me l'hanno uccisa. Da domani sarò dimissionario da dg, da stasera invece il calcio non è più il mio mondo. Ora penserò solo a difendermi da tutte le cattiverie sul mio conto".
Ecco, queste le dichiarazioni del povero Moggi.
A far loro eco l'intervista post-festeggiamenti dell'allenatore F. Capello che sottolineando il fatto che la Juve è stata in testa al campionato per due stagioni intere ha ribadito che i titoli vinti sono stati meritati sul campo fino a prova contraria.
Ma di quale prova stiamo parlando? La sentenza di un tribunale non è una prova. In un'inchiesta giudiziaria vengono analizzati i fatti e poi si emette una sentenza. I fatti ci sono già e ogni cervello minimamente funzionante ha ben cpito l'andazzo che si protrae presumibilmente da anni.
Come ha detto M. Travaglio*, se vedo uscire da una banca un uomo con passamontagna e pistola chiamo la polizia perchè è un rapinatore, non ho bisogno della sentenza di cassazione per capirlo.
Ecco, questo voglio dire, che il cosiddetto garantismo è diventato uno scudo salvafraudolenti, non è più lo strumento che dovrebbe essere; garantismo significa "concezione politica e giuridica che attribuisce rilievo primario alle garanzie dei diritti e delle libertà individuali nei confronti dell'autorità dello stato" (Garzanti 2006). Io son d'accordo che sia necessario garantire i diritti agli indagati ma mi pare anche evidente che ci siano gli estremi per capire che qui di frode trattasi, fermorestando che solo un giuduce può infliggere condanna.
Insomma, vogliamo smetterla con questa farsa che son tutti innocenti sino a prova contraria? La prova contraria c'è già, le intercettazioni delle forze dell'ordine parlano chiaro, le intimidazioni e le richieste di assegnazioni arbitrali pilotate sono reati sportivi e non solo, il sequestro di un arbitro non si presta ad alcuna interpretazione, è un fatto oggettivamente grave e perseguibile penalmente, il far vincere o perdere una squadra a tavolino ha implicazioni economiche gravi anche sull'andamento della borsa, dove queste società son quotate e le cui azioni impennano o precipitano in base ai risultati.
W l' Italia.
* Per chi ancora vedesse paranoiche le constatazioni di questo giornalista, giusto ieri sera ospite a "Che tempo che fa" ha ricordato che l'unica condanna definitiva che lo ha colpito costringendolo a pagare a C. Previti 40 milioni di lire, è stata emessa perchè il giornalista affermò che lo stesso Previti sarebbe stato indagato; condannato per diffazione e ora gaudente per come la vicenda Previti si sia risolta, tutti sappiamo come.









0 Commenti:
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page