lunedì 7 maggio 2007

Chi va al mulino s'infarina...(?)



La scorsa settimana mi son preso la briga di chiedere lumi via mail all'On. Di Pietro su come mai anche IdV abbia votato la scandalosa (a mio modesto parere) nuova legge sulle intercettazioni.
Pubblico qui sotto la mia mail e la sua risposta a mio parere poco convincente perchè:
  • va contro una legge del 1989 che stabilisce che il segreto istruttorio non esiste più,
  • non ha nulla a che vedere con la privacy per la tutela della quale esiste già un'altra legge,
  • rallenterà il corso della giustizia perchè se la legge Mastella fosse stata in vigore qualche anno fa, non sapremmo ancora nulla di Bancopoli, Calciopoli, Vallettopoli, Ricattopoli, Tronchettopoli, Spiopoli . I protagonisti di tutti questi scandali sarebbero ancora ai loro posti, perché i processi non sono ancora iniziati
  • perchè gli indagati e intercettati son sempre personaggi di rilievo politico-economico, mai dei poveracci, quindi questo "bavaglio" tutela i forti e non riguarda minimamente il popolo (io me ne frego se qualcuno mi intercetta)
Ecco la mia mail:

"Gent.mo Onorevole Di Pietro,
è l'aver dato il mio voto all'IdV e l'aver convinto molti conoscenti a fare lo stesso che mi spinge a scriverLe questa mail.
Non è mia abitudine perdermi in logorroici giri di parole, giungo quindi al dunque così eviterò di rubare troppo del Suo prezioso tempo.
Nell'ultima puntata di Anno Zero, il cui tema è stato la nuova legge sulla divulgazione delle intercettazioni, ho notato che il Suo atteggiamento era, a mio parere, piuttosto remissivo se confrontato con quello di M. Travaglio e di G.C. Caselli che si son giustamente scagliati contro l'imbavagliatura dell'informazione, fine ultimo di questa legge.
Questo Suo comportamento mi ha lasciato piuttosto perplesso... questa è l'Italia dei Valori? Si sarebbe dovuto infervorare, proprio Lei che ha vissuto in prima linea l'inchiesta "Mani Pulite" e sa quanto la diffusione delle informazioni ha contribuito a catalizzare nella giusta direzione i processi.
Leggo invece una lettera di M. Travaglio sul Blog di B. Grillo (e che riporto fedelmente anche sul mio blog) in merito all'approvazione di tale legge e quello che più mi ha sconvolto non è stata l'approvazione (in un Parlamento costellato di condannati in via definitiva non si può legiferare nell'interesse della giustizia) ma l'approvazione pressoché unanime: 447 voti favorevoli, nessuno contrario, e sette astensioni*, nessun astenuto da parte di IdV.
Si può facilmente dedurre quindi che gli esponenti di IdV hanno ritenuto questo provvedimento giusto, ha ritenuto che esso rispecchi dei giusti Valori.
E' la giustizia di cui questo provvedimento è intriso che mi sfugge ed è per questo che confido in una Sua cortese risposta.
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione dedicatami e spero che continuerà la Sua attività nella migliore delle direzioni."

RE:
Gentile Stefano
Abbiamo ritenuto necessario fare questo provvedimento per regolarizzare l’uso, e anche l’abuso che spesso si fa, delle intercettazioni. Il nostro voto favorevole del provvedimento è stato per senso di responsabilità poiché è del tutto evidente che c’è una necessità di tutelare chiunque resti coinvolto in intercettazioni ma totalmente estraneo all’inchiesta. Così come ci siamo posti il problema di salvaguardare lo strumento delle intercettazioni quale metodo necessario e insostituibile d’indagine. Riteniamo che il provvedimento sia sostanzialmente buono nell’impianto generale e che, in specifiche parti, ci siano margini di miglioramento. Ci auguriamo che al Senato si possano apportare ancora delle modifiche ed arrivare ad un maggiore equilibrio tra tutela del diritto all’informazione e tutela della Privacy.

L’IdV si è battuta soprattutto per evitare che il provvedimento si muovesse in una direzione di eccessiva penalizzazione, sotto il profilo penale per i giornalisti, opponendosi alla reclusione fino a 3 anni come chiesto, con un emendamento, da AN e FI. Un’altra battaglia che il partito ha portato avanti è sulle intercettazioni cosiddette “illecite” le quali non saranno distrutte se costituiscono corpo di reato; se ritenute utili alle indagini, confluiranno in un archivio riservato al quale potrà accedere il titolare dell’inchiesta. Ed infine, sempre sotto l’aspetto deontologico riguardante la stampa, abbiamo inteso tutelare le persone che vivono una oggettiva condizione di inferiorità fisica o sociale. Per tali soggetti infatti, in caso di pubblicazione di notizie che li riguardano, ma non utili ai fini dell’inchiesta, il garante può disporre che la testata ripari con una esplicita ammissione, attraverso le pagine dello stesso organo di stampa, dell’abuso gratuito e infondato del quale si è dato notizia.
Cordiali saluti.

Antonio Di Pietro


Mi sento libero di pubblicare la risposta dell'Onorevole Di Pietro perchè nella mail non è specificato che trattasi di informazioni confidenziali. Inoltre Di Pietro ha l'indirizzo di questo blog e della mia casella e-mail, se avesse qualcosa da aggiungere saprebbe come contattarmi.
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