Benedetta Copertura (replica)

ROMA - I progetti per attribuire "impropri riconoscimenti giuridici" a "forme di unione" diverse dal matrimonio per il Papa sono "pericolosi e controproducenti" e finiscono "inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio".
Benedetto XVI lo ha detto al sindaco di Roma, ai presidenti della Provincia e della Regione, Veltroni, Gasbarra e Marrazzo, ricevuti per gli auguri di inizio d'anno.
(11 gennaio 2007)
Il Papa, dall'alto della Santità di cui è stato investito, continua ad inveire contri i pacs. Predicare bene e erazzolare male è ormai costume, ma proprio lui, che si fa baluardo di certi valori, dovrebbe essere il primo a tacere.
Riporto, per rinfrescare la memoria ai vecchi lettori e per illuminari i nuovi, un vecchio mio post del 2005.
Papa Benedetto XVI imputato negli Stati Uniti per la copertura garantita dal Vaticano ai membri del clero responsabili di abusi sessuali soprattutto sui minori
tratto da www.anticlericale.net
Il caso esplode pubblicamente solo nell'estate del 2003, quando il quotidiano americano Worcester Telegram & Gazette ottiene copia di un documento che per 40 anni era stato custodito come strettamente confidenziale negli archivi segreti della Santa Sede e riporta il caso di un avvocato di Boston, Carmen Durso, che consegna copia dell'Istruzione del 1962 "Crimen Sollicitationis" al Procurarore Michel J. Sullivan chiedendogli di riscontrare gli elementi, all'interno della giurisdizione federale, per procedere contro le gerarchie vaticane, colpevoli, a suo avviso, di aver deliberatamente coperto i casi di abusi sessuali che vedevano coinvolti membri del clero.
Contestualmente, un'altra lettera arriva sul tavolo del Procuratore, e firmata da Daniel Shea, avvocato di Houston (Texas), ex seminarista che ha scoperto il documento del 1962 e ne ha dato copia al quotidiano di Boston e all'avvocato Durso. Il documento, spiega Shea nella lettera, viene citato come ancora in vigore in una nota dell'epistola "De Delictis Gravioribus" del 18 maggio 2001, che Joseph Ratzinger, allora Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede aveva fatto recapitare ai vescovi e agli altri ordinati e membri della gerarchia ecclesiastica.
Il caso viene portato all�attenzione pubblica internazionale dalla rete televisiva statunitense CBS, quindi le gerarchie vaticane si difendono sostenendo che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico, ma la lettera di Ratzinger non lascia spazio a molti dubbi. In essa, l'attuale Papa Benedetto XVI, non solo richiama l'istruzione "Crimen Sollicitationis", ma per quel che riguarda i delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede dispone che nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore e ribadisce che le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio.
In questi anni la giustizia americana ha proseguito nelle indagini e dal gennaio 2005 esiste presso la Corte distrettuale di Harris County (Texas) un procedimento tuttora in corso a carico di Joseph Ratzinger.
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